"The Game"

di Collettivo Checkmate

“The Game” è un reportage che si pone l’obiettivo di accendere i riflettori sulla frontiera bosniaco-croata, lembo di terra nascosto.
“The Game” è il nome che viene dato dai migranti stessi al tentativo di attraversamento di una frontiera.



Incorpora

Il nostro reportage

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“The Game”, nome dal quale nasce il nostro progetto, consiste nel non essere visti/catturati dalla polizia di frontiera, ma come succede nella maggior parte dei casi, i “giocatori in fuga” vengono individuati e spogliati dei propri diritti di esseri umani e rimandati indietro al punto di partenza.

Le sanzioni inferte sono economiche, la polizia trattiene il denaro ed i beni che le persone portano con sè, psicologiche, tradotte in umiliazioni ed insulti e fisiche, come esortazione a non ripetere il gioco.

“The Game” è il gioco sadico e crudele imposto dalla fisionomia del mondo, suddiviso in Stati nazionali, a tutte quelle persone che non nascono con la libertà di movimento incisa sul loro passaporto e che vengono da Paesi nei quali aspirare a una vita migliore viene considerato un oltraggio inaccettabile da parte di quei Paesi che invece godono delle suddette libertà.

Quest’autunno cercheremo di raccontare ogni settimana, inviando notizie all'Europa, quello che succede nella zona di frontiera tra Bosnia e Croazia. Notizie dal campo ufficiale di  Bihac, gestito dalla Croce Rossa locale, che ospita più di 800 persone e notizie dal "campo informale" di Velika Kladuša che ospita più di 400 persone accampate alle porte della città. "I campi informali", sono quelli non statali e quindi molto spesso autogestiti e supportati da Organizzazioni Non Governative.

Il nostro reportage si svilupperà attraverso la scrittura, la produzione video e la crezione di "dirette dalla frontiera", che noi abbiamo pensato come “vomitatoio”, luogo all’interno del quale le persone che vivono nei campi formali ed informali possano sfogare le loro frustrazioni, liberare i loro pensieri e inviare dei messaggi inserendoli in un “canale diretto verso l’Europa”, in tempo reale. 

Questo reportage nasce dalla convinzione che la logica degli attuali mezzi di comunicazione, stretti dalla morsa del tempo, non riesca a leggere e analizzare in profondità lo sviluppo degli eventi, ed è in questo senso che riteniamo indispensabile fermarci per un periodo iniziale di 7 settimane per costruire delle relazioni tra noi e le vite narrate per poter recuperare una documentazione cospicua delle violazione dei diritti umani che si perpetuano ogni giorni lungo la frontiera bosniaco-croata. L’obiettivo è di denunciare e mettere in luce un “filo di terra nascosto” che purtroppo esiste anche se non se ne sente parlare.

Il nome del collettivo, "checkmate", riflette una condizione di vita per la quale se fai la mossa sbagliata o ti muovi azzardatamente vieni fermato, il tuo viaggio si conclude ed i tuoi passi sono obbligati a muoversi nella direzione del punto di partenza, fuori dai confini dell'Unione Europea. Si ricomincia quindi tutto da capo sperando, un giorno, di riuscire a fare "scaccomatto", raggiungendo la destinazione desiderata. 


Rischi e sfide

Dispiegamento di forze dell'ordine alla frontiera di Velika Kladuša

Ci immergeremo in un contesto estremamente faticoso, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Abbiamo così deciso di strutturare dei momenti di decompressione di gruppo ma crediamo che sia fondamentale il supporto dei donatori che ci auguriamo diventino attenti lettori della realtà che racconteremo. Sapere che in Italia uomini e donne si stiano prendendo a cuore, passo dopo passo, articolo dopo articolo, una realtà che è solo fsicamente lontana da loro, e non molto, ci spingerà e motivirà ad andare avanti. 

L'obiettivo, che non è altro che la sfida più grande, è di rianimare le coscienze e risvegliare un’ormai assopita empatia umana che sta accecando molti paesi europei. 

Crediamo inoltre che le nostre competenze nella scrittura, fotografia e cinematografia siano un ottimo impasto per mettere sotto i riflettori una realtà ancora sommersa. 

Seppur collaborando con alcune testate giornalistiche e think tank nazionali, non ci avvaliamo di alcun fondo nè pubblico nè privato. Crediamo piuttosto che una campagna di raccolta fondi possa avvicinare più direttamente le persone al tema da noi raccontato, le coinvolga singolarmente chiedendo ad ognuno di fermarsi un istante e decidere se contribuire alla riflessione da noi iniziata o rimanere in una posizione di passiva attesa degli eventi.

La riuscita della campagna di "crowdfunding" è l'unica strada che ci garantirà la permanenza lungo la frontiera serbo-croata permettendoci di portare a termine la realizzazione del progetto. 


Altri modi molto importanti per contribuire al progetto

Ci sono molti modi per contrubuire al nostro progetto che vanno al di là del supporto economico. 

- diffondendo il più possibile le informazioni che produrremo settimanalmente. Realizzeremo un articolo/reportage settimanale ed un video, strettamente intrecciato allo scritto, che verranno pubblicati su "The Submarine", testata giornalistica indipendente e all'interno del sito dell'Osservatorio Caucaso e Balcani, think tank nazionale. 

- contattandoci per la realizzazione di collaborazioni ed eventi divulgativi all'indirizzo: collettivo.checkmate@gmail.com.

-  seguendo gli aggiornamenti che settimanalmente condivideremo sulla nostra pagina facebook all'indirizzo:

https://www.facebook.com/collettivo.checkmate/


Realizzazione del progetto

Microsoft Word - Descrizione del progetto the game.docx

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“The Game” è il filo conduttore da cui partiremo per analizzare diverse realtà che non sono altro che la diretta conseguenza dell'esistenza di frontiere impermeabili. 

Il nostro lavoro si suddividerà in tematiche settimanali di seguito riportate;

  • “The Game” di alcuni migranti (prima settimana);
  • Chi abita la zona di frontiera e quali sono le ripercussioni che il "the game" ha sulle loro vite (seconda settimana);
  • Quali sono le organizzazioni che lavorano in loco per coprire i bisogni primari dei migranti e per far sentir loro meno soli e più umani (terza settimana);
  • La militarizzazione delle frontiere (quarta settimana);
  • Le generazioni perdute: tutti quei bambini e adolescenti che vivono nell’incertezza di un futuro, che non vanno a scuola e che da molti anni vivono all’interno di “non luoghi”, terre di transito ai margini della società (quinta settimana);
  • Tireremo le somme di tutto quello che è successo in un mese e mezzo, ricordando e aggiornando i lettori rispetto al “game” intrapreso alcune settimane prima, raccontato nel primo episodio, da alcuni migranti (sesta settimana);
  • L’ultimo tassello di questo puzzle, riguarderà le storie di alcune persone che respirano l’aria europea da alcuni anni. Intervisteremo persone inserite nel contesto italiano, racconteremo come le loro vite sono cambiate e ci immergeremo nella relazione con il “sogno europeo” cercando di capire se si è infranto o se è stato esaudito (settima settimana).


Crediamo infine che l'impegno del singolo, tradotto in supporto economico, diffusione dei materiali da noi prodotti, lettura degli articoli da noi scritti o costruzione di luoghi di dialogo e riflessione, sia di vitale importanze per la completa realizzazione del nostro reportage. 


Grazie!

Collettivo Checkmate


€811

raccolti su un obiettivo di €3.000

12

finanziatori

78

giorni al termine

27% finanziato

Keep it all  

Contribuisci
Team

Il collettivo è composto da Luca, laureato alla scuola Holden di Torino, Francesco con una laurea in "cinema e multimedia" al Dams di Bologna e Paolo ex operatore d'accoglienza laureato in "Global Refugee Studies" alla facoltà di Aalborg (Copenaghen)


Luca Renda
Editor
Ricompense

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