The Book I Read

The Book I Read
di Daniele Cannatella

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Il primo sistema di booksharing per la condivisione di libri a Napoli. Per la creazione di tante piccole "biblioteche on the road"

INTRODUZIONE

The Book I Read è il nostro primo grande esperimento per la valorizzazione ed il rilancio della città di Napoli e della sua comunità.

Un grande progetto che si basa sulla semplicità e la riproducibilità dell’atto creativo: librerie a cielo aperto composte da cassette per alimenti, che verranno montate, decorate e riempite di libri grazie all’aiuto di tutti coloro che vorranno partecipare attivamente e spargere in città i semi dello sviluppo culturale, urbano e sociale.

Si parte da Napoli, perché vi siamo legati per appartenenza e perché è un territorio nel quale il concetto di condivisione non ha mai attecchito in profondità. A noi, però, piacciono le sfide, perché siamo convinti che Napoli abbia la capacità di elevare tutto ciò che accoglie in sé; e siamo consapevoli che la vera innovazione è quella che si origina dal basso e, soprattutto, laddove le potenzialità sono alte ma i mezzi scarsi.  

The Book I Read è un’avventura collettiva e non ha altri fini se non il benessere stesso della collettività.

E, allora, contribuisci anche tu con una donazione in denaro o in libri!

 

COSA

La storia dell’uomo è una storia di condivisione. Fin dall’antichità, infatti, l’uomo ha avvertito il bisogno di fare comunità, per garantire la propria sopravvivenza fisica e morale: dallo scambio primitivo di bisogni primari, alla costruzione illuminata di idee e ideali, fino ad arrivare alla moderna pubblicazione di status tipica dei social network.

Da qui, l’dea di rivalorizzare il veicolo di condivisione per eccellenza, il libro, e farne uno strumento per avviare processi più ampi di restyling delle città e riuso/riciclo di materiali urbani.

The Book I Read si ispira ai più innovativi esempi di booksharing già avviati in Europa e nel mondo (Magdeburgo, New York e Tel Aviv) e li reinterpreta per adattarli a Napoli. L’idea è che il libro invada la città, aprendola alla cultura e all’immaginazione; pervada gli spazi, si inerpichi sui muri, si adagi sulle panchine, si appenda ai rami degli alberi; si insedi in ogni punto della città, generando luoghi e rigenerando persone, collegando spazi e individui e rendendo Napoli una biblioteca aperta per 24 ore al giorno.

 

Figura 1 | la biblioteca dei Karo Architekten a Magdeburgo

le “librerie telefoniche” a New York

Figura 2 | le “librerie telefoniche” a New York

Figura 3 | le pensiline delle fermate degli autobus a Tel Aviv

 

COME

The Book I Read concepisce lo scarto come materia prima da cui originare, anziché come prodotto finale.

In questa prospettiva, il booksharing si avvale del riciclo e riuso degli oggetti che la città produce – i libri inutilizzati o invenduti, gli spazi indefiniti o trascurati, i rifiuti solidi – e si articola in più fasi:

1 | Raccolta dei libri

La città produce e consuma risorse, cresce e si trasforma, a ritmi sempre più vorticosi. Si fa fatica a tenere il passo dei suoi cambiamenti, a contenere la sua esplosione, a smaltire la mole immensa degli scarti che genera. Paradossalmente anche la cultura ha le sue scorie: Greenreport stima che in Italia ben il 35% delle copie dei libri pubblicati finiscono al macero, ad opera delle case editrici e delle biblioteche, mentre migliaia di altri volumi vengono accumulati nei magazzini, perché la macerazione in fondo non apporta alcun vantaggio economico e prevede costi aggiuntivi. Così entrano in campo iniziative come Last Minute Market e Sos-libri, che restituiscono ai lettori i testi destinati al macero, rimettendoli in circolazione, vendendoli on-line a prezzi irrisori, tramite donazioni a enti, associazioni e biblioteche scolastiche.

The Book I Read segue la scia di queste iniziative, fornendo a case editrici, biblioteche, librerie, associazioni, liberi cittadini la possibilità di contribuire attivamente al progetto, donando libri e materiali da riciclare.

Diverse librerie di Napoli aderiscono attualmente alla iniziativa di The Book I Read, garantendo un cospicuo numero iniziale di libri. Ciò sia per i risvolti culturali che per la possibilità di avere una vetrina pubblicitaria.

2 | Costruzione della libreria

Il modulo individuato per la costruzione degli oggetti che conterranno i libri di The Book I Read è la cassetta della frutta. Di plastica, leggera ma resistente, quasi completamente chiusa per evitare che pioggia ed altri agenti atmosferici rovinino i libri, la cassetta è facilmente componibile e personalizzabile ed è economica.

Sono previste due tipologie di uso delle cassette:

·         Le cassette usate singolarmente, più gestibili e più facili da installare; possono essere importanti per uno sviluppo “virale” del fenomeno e possono essere facilmente emulate;

 

Figura 4 | le cassette singole

·         Aggregazioni di cassette, che diventano vere e proprie librerie all’aperto, da posizionare in luoghi più aperti e riconoscibili. Attorno ad esse potrebbero nascere processi di rigenerazione degli spazi urbani.


Figura 5 | le cassette aggregate

Gli oggetti sono composti da almeno 16 cassette impilate e tenute assieme mediante fascette da elettricista. Ogni oggetto deve essere completamente personalizzabile, sarà contornato da pannelli informativi e raccoglitori di segnalibri e post-it per ospitare commenti e suggerimenti dei cittadini.

 

Figura 6 | il kit per il montaggio delle librerie TBIR

 

3 | Condivisione e promozione

I libri The Book I Read saranno contrassegnati da un codice, che ne garantisce la tracciabilità, allo scopo di evitare il più possibile la dispersione degli stessi e agevolare la condivisione online e offline di pensieri e commenti. La storia dei libri The Book I Read potrà essere seguita sul sito ufficiale, collegato ai maggiori social network, dove si potrà consultare una mappa con la segnalazione e l’aggiornamento dei punti di scambio.

The Book I Read sarà promosso e pubblicizzato attraverso manifestazioni pubbliche, che andranno dai Flash Mob ai contest per la costruzione e personalizzazione delle cassette/librerie.

Figura 7 | la mappatura dei punti di scambio TBIR

 

DOVE

Perché non sperimentare un progetto di grande valenza sociale, culturale e pedagogica in una città come Napoli? Napoli è una città metropolitana cosmopolita, creativa, culturalmente vivace, sede di numerosi eventi di portata internazionale ed al contempo è una città radicata nelle sue tradizioni, stratificata attorno a spazi raccolti e fortemente identitari.

The Book I Read parte proprio dal riconoscimento di queste due anime della città, quella protesa al contesto globale e quella ripiegata nella specificità del suo contesto locale, e prova a tenerle insieme e rafforzarle.

Disseminare i libri in città diviene occasione per aprire Napoli alle recenti sperimentazioni internazionali sulla rivalorizzazione della cultura e dello spazio pubblico e per riscoprire e potenziare i suoi luoghi del vivere quotidiano, dando nuovo significato al bene comune.

L’esperimento artistico coinvolgerà nella prima fase quel set di spazi pubblici protettiaperti: corti, chiostri, pensiline per l’attesa degli autobus; e chiusi: stazioni ferroviarie – che, per posizionamento e configurazione, garantiranno la salvaguardia di cassette e libri e agevoleranno il meccanismo di alimentazione del processo di scambio. Superata la fase di sperimentazione e raggiunti sufficienti livelli di consenso e partecipazione degli utenti, il progetto verrà esteso a tutte le altre categorie di luoghi pubblici – piazze, slarghi, viali – allo scopo di rendere l’intera città una biblioteca accessibile giorno e notte.


Figure 8-9 | le librerie TBIR nella città di Napoli

 

QUANDO

Non aspettiamo altro.

PERCHÈ

L’obiettivo finale è quello di innescare un processo autoalimentato di condivisione, aumentare la responsabilità sociale attraverso l’autoeducazione, e rafforzare l’identità territoriale per cui i cittadini si riappropriano della città partecipando da protagonisti alla costruzione di valore.

La città si puntella di libri, rinnova oggetti e rivitalizza spazi, autorigenera risorse.

€ 130
raccolti di € 3.000 necessari

19
finanziatori

0
giorni al termine

Keep it All

Tutti i contributi vengono accreditati, anche se non si raggiunge l'obiettivo.

Daniele Cannatella

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Pianific. territoriale

Raffaella Amistà

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Aspirante architetto

eduardo mignone

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Archit. sperimentatore

Sabrina Sposito

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Il MUA Office è un gruppo di giovani architetti ed urbanisti legati da un forte spirito creativo e dalla volontà di ricercare, sperimentare, innovare.

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